ECCOCI! ECCOCI!
← Osservatorio Fiscal Monitor aprile 2026  |  ECCOCI! Generazione PDF — attendi qualche secondo Leggi il riassunto
Fondo Monetario Internazionale — aprile 2026 1 / 14
Fiscal Monitor — aprile 2026 — riassunto in italiano
La politica fiscale
sotto pressione
Alto debito, rischi crescenti: cosa dice il rapporto FMI sui bilanci pubblici globali e cosa significa per l’Italia
A cura di  Gigi Bacchetta — ECCOCI! Fonte  IMF, Fiscal Monitor, April 2026
01 — Premessa2 / 14

Che cos’è il Fiscal Monitor

Cos’è e a cosa serve
  • Il Fiscal Monitor è il rapporto semestrale del FMI dedicato alla finanza pubblica mondiale
  • Esce in primavera (aprile) e in autunno (ottobre), insieme al World Economic Outlook
  • Misura per ogni paese: deficit, debito pubblico, interessi, entrate, spesa primaria
  • Costruisce inoltre due indicatori sintetici globali: il fiscal gap (cuscinetto fiscale) e il debt-at-risk (debito a rischio)
Cosa lo rende speciale, questa edizione
  • Il sottotitolo: «Fiscal Policy under Pressure: High Debt, Rising Risks»
  • Il quadro è strutturalmente peggiorato rispetto a un anno fa: il fiscal gap globale è passato da +1% del PIL a circa zero
  • Per la prima volta dal dopoguerra il debito mondiale tocca il 100% del PIL nel 2029
  • Lo shock del Medio Oriente arriva su bilanci già provati da pandemia, energia, tariffe
«Global public debt dynamics did not improve in any material way in 2025.» — Executive Summary, Fiscal Monitor aprile 2026
02 — Debito mondiale3 / 14

Il debito mondiale verso il 100% del PIL

93,9%
debito mondiale 2025
100%
debito mondiale 2029 (proiezione)
102,3%
debito mondiale 2031
+11,8 pp
aumento dal 2019 (+82,1 → 93,9%)
Evoluzione del debito mondiale — % PIL
2019
82,1%
2020 (COVID)
97,4%
2025
93,9%
2029
100,0%
2031
102,3%
Cosa raccontano questi numeri
  • Il 100% del PIL mondiale è un livello mai visto dal dopoguerra (1945-1946)
  • L’aumento è strutturale, non ciclico: riflette scelte di policy (welfare, difesa) non shock temporanei
  • I deficit medi mondiali sono al 5% del PIL anche in «tempo di pace»
  • Gli Stati Uniti assorbono la maggior parte dell’aumento: 108,8% (2019) → 142,1% (2031)
03 — Deficit globali4 / 14

Deficit del 5% del PIL — come standard

−5,0%
deficit pubblico mondiale 2025
−5,2%
deficit pubblico mondiale 2026
−3,5%
deficit mondiale pre-COVID (2019)
~0%
fiscal gap globale — cuscinetto azzerato
Deficit per area macro — % PIL 2026
Area2019202520262031
Mondo−3,5−5,0−5,2−4,8
Avanzate−3,0−4,4−4,8−4,5
Stati Uniti−5,8−6,8−7,5−7,4
Area Euro−0,5−3,0−3,3−3,0
Cina−6,0−7,9−8,2−8,0
Emergenti−4,3−5,9−5,8−5,2
Tre cose che il FMI segnala
  • Il fiscal gap globale (cuscinetto per stabilizzare il debito) è passato da +1% del PIL a circa zero in dieci anni
  • Le risposte alle tariffe hanno aggiunto, in alcuni paesi, fino a 1% di PIL di nuovi interventi
  • Il deficit non rientra entro l’orizzonte 2031: l’aggiustamento ordinato è rinviato di anno in anno
  • Stati Uniti e Cina trainano la deriva: insieme spiegano gran parte dell’aumento del debito globale
04 — Costo del debito5 / 14

Gli interessi sul debito stanno mangiando lo spazio fiscale

2%
interessi sul debito / PIL globale — 2021
3%
interessi sul debito / PIL globale — 2025
+50%
aumento in soli 4 anni
117%
debito mondiale nello scenario sfavorevole a 3 anni (debt-at-risk)
Cosa sta succedendo
  • Le banche centrali hanno alzato i tassi nel 2022-2024 per combattere l’inflazione
  • I governi ora rifinanziano il debito che scade ai nuovi tassi più alti: il costo arriva con ritardo, ma arriva
  • I rendimenti a lungo termine nelle economie avanzate sono ai massimi degli ultimi decenni
  • La Cina assorbe gran parte dell’aumento del debito globale, ma con tassi interni bassi
Perché conta per noi
  • In Italia gli interessi assorbono ormai più di 3,5% del PIL: calcolato come differenza tra saldo primario e saldo complessivo (circa 3,6% nel 2026)
  • Anche con saldo primario positivo, il debito non scende: gli interessi pareggiano l’avanzo
  • Le scelte della BCE e gli spread con la Germania pesano più di qualsiasi manovra di bilancio nazionale
  • Gli hedge fund sono diventati i compratori marginali dei titoli di stato: amplificano la volatilità
05 — Debito per paese6 / 14

Chi ha quanto debito, e dove sta andando

Debito pubblico lordo — % PIL
Paese2019202520262031
Mondo82,193,995,3102,3
Stati Uniti108,8123,9125,8142,1
Giappone206,3206,5204,4192,8
Italia133,9137,1138,4136,1
Francia98,2116,0118,4120,7
Spagna97,6100,498,290,4
Regno Unito84,9102,3103,6102,6
Germania58,762,964,673,7
Cina59,899,2106,9126,8
Le tre traiettorie da capire
  • Stati Uniti: salita continua — +33 punti dal 2019 al 2031, nessun piano di consolidamento
  • Cina: il vero balzo — passa da 60% a 127% in dodici anni, con deficit sopra l’8%
  • Spagna: in discesa dal 100,4% al 90,4% — controesempio europeo
  • Italia: stabile intorno al 138%, nessun crollo ma nessuna vera discesa
  • Germania: parte da molto basso ma sale per via degli investimenti (clima, difesa)
06 — Stati Uniti7 / 14

USA: il deficit del 7-8% senza piano di rientro

−7,5%
deficit USA 2026 (% PIL)
125,8%
debito lordo USA 2026 (% PIL)
142,1%
debito USA proiezione 2031
+33 pp
aumento del debito USA dal 2019 (108,8%) al 2031 (142,1%)
Cosa dice il FMI degli USA, in chiaro
  • Stati Uniti corrono un deficit del 7-8% del PIL mentre l’economia gira vicino al pieno impiego
  • «No debt consolidation plan in sight» — nessun piano di rientro all’orizzonte
  • Il debito tocca il 142% del PIL nel 2031: livello da economia a fine ciclo
  • Il FMI dice esplicitamente: serve azione su entrate E spesa, inclusi i major entitlement programs (Medicare, Social Security)
Effetti globali
  • L’eccesso di emissioni di Treasury comprime il premio per la sicurezza dei titoli USA
  • I tassi americani salgono e si trasmettono uno-a-uno sui mercati esteri
  • Le scadenze del debito si accorciano: il governo USA si finanzia sempre più sul breve, aumentando la vulnerabilità
  • Pressione politica sull’indipendenza della Fed: rischio inflazione non controllata
07 — Europa e difesa8 / 14

L’Europa attiva la clausola di salvaguardia per la difesa

16
paesi UE che hanno attivato la clausola
−0,5 pp
peggioramento medio dei saldi UE rispetto ad aprile 2025
0,79
rigidità spesa Difesa (autocorrelazione)
0,80
rigidità spesa Sanità (autocorrelazione)
Cosa è successo nel 2025
  • 16 paesi UE hanno invocato la national escape clause del Patto di Stabilità per la spesa militare
  • Tra cui: Germania, Polonia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Croazia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Grecia
  • L’Italia non è nella lista: ha mantenuto i propri impegni di consolidamento, accettando crescita più bassa
  • Il FMI conclude che il rilassamento è strutturale, non transitorio: la spesa militare entra in via permanente
La rigidità della spesa per categoria
Sanità
0,80
Difesa
0,79
Pensioni
0,78
Istruzione
0,71
Affari econ.
0,48
«La spesa per la difesa è rigida tanto quanto la sanità: una volta votata, non torna indietro.»
08 — Trade-off9 / 14

La frase chiave: armi vs welfare

«European governments must reconcile defense commitments with aging-related pressures through tangible shifting of spending priorities.»

Tradotto: per finanziare le armi, qualcosa deve uscire dal welfare.
Cosa propone il FMI
  • Riconciliare gli impegni di difesa con le pressioni dell’invecchiamento (pensioni, sanità)
  • «Tangible shifting of spending priorities»: spostamento concreto, non aspirazionale
  • Aggiustamento di medio termine: misure ben sequenziate, non target di lungo periodo
  • Ridurre i sussidi energetici generalizzati: solo aiuti mirati ai vulnerabili
Cosa segnala il FMI come rischio
  • Disordini sociali sono correlati statisticamente a peggior deficit primari
  • Più disordini sociali si associano a meno crescita (−0,5 punti) e più deficit primario (+0,2 punti)
  • Le pressioni sull’indipendenza delle banche centrali alzano i premi al rischio anche per i paesi rated
  • Nuovi rischi: gli hedge fund come compratori marginali del debito amplificano la volatilità
09 — Focus Italia10 / 14

Italia: deficit in calo, debito stabile, primario positivo

−2,8%
deficit Italia 2026 — sotto Maastricht
+0,8%
saldo primario 2026 — positivo
138,4%
debito lordo 2026
129,0%
debito netto 2026
Italia — serie storica e proiezione
Indicatore2019202420262031
Deficit (% PIL)−1,5−3,4−2,8−2,7
Saldo primario+1,7+0,3+0,8+1,6
Debito lordo133,9134,7138,4136,1
Debito netto123,0125,3129,0126,7
Spesa pubblica48,450,450,650,3
Entrate pubbliche47,047,047,847,6
Cosa raccontano davvero questi numeri
  • Il saldo primario è positivo: l’Italia non spende più di quanto incassa
  • Il problema non è più il deficit (siamo già sotto il 3%): sono gli interessi sul debito
  • Gli interessi dipendono da BCE e spread, non da quello che decidiamo noi
  • Nel 2026 il deficit migliora in Italia e Francia, peggiora negli Stati Uniti e in Germania
  • Il debito resta al 138%: scende solo di 2 punti in cinque anni
10 — Italia: raccomandazioni11 / 14

Cosa raccomanda il FMI all’Italia (testualmente)

«In Italy, rationalizing tax expenditures, improving tax compliance, and linking fiscal consolidation with growth-enhancing initiatives, such as continued implementation of investments under the National Recovery and Resilience Plan, could help reduce high public debt and lift productivity.»

Razionalizzare le agevolazioni fiscali, migliorare il rispetto degli obblighi fiscali (cioè ridurre l’evasione) e legare il risanamento a investimenti per la crescita come il PNRR.
Cos’è una «tax expenditure»
  • Detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta, regimi agevolati, esenzioni IVA
  • Sono mancato gettito rispetto al regime ordinario: equivalgono a una spesa fiscale
  • Sono spesso regressive: chi ha più reddito riesce a sfruttarne di più
Quali leve, in pratica
  • Razionalizzare le detrazioni IRPEF: tagliare quelle peggio mirate, mantenere quelle redistributive
  • Rivedere i regimi forfettari (partite IVA): da 85.000 € il regime è vantaggio fiscale strutturale
  • Spostare risorse verso investimenti pubblici (sanità, scuola, casa, transizione energetica)
  • È una battaglia progressista: chiede di tassare di più chi già gode di privilegi
«Il FMI chiede all’Italia meno agevolazioni fiscali e meno evasione, non tagli alla spesa sociale.» — nostra sintesi
11 — Rischi politici12 / 14

Il FMI ammette: l’austerità che produce disordini costa

«Surges in social unrest are associated with lower growth and wider primary deficits.»

I picchi di disordini sociali si associano a minore crescita e maggiori deficit primari.
Cosa significa, in italiano
  • Il FMI stima che un aumento marcato delle proteste si associ a circa 0,5 punti di crescita in meno e 0,2 punti di deficit primario in più. Il legame con i tagli al welfare è una nostra lettura, non una conclusione del FMI
  • L’austerità «ortodossa» spesso controproducente: può aggravare i conti che vorrebbe sistemare
  • Le rivolte gilet jaunes (2018-19), le proteste piazze 2024, gli sciopero generali europei 2025 sono esempi concreti
  • Una politica fiscale efficace deve tenere insieme rigore e tutela sociale
Cosa NON dice il FMI (ed è un’omissione)
  • Niente sui salari reali persi negli ultimi 4 anni di inflazione
  • Sul cambiamento climatico: solo accenni, nessuna stima fiscale paragonabile a quella militare
  • La tassazione progressiva come strumento redistributivo non è nelle raccomandazioni
  • La contrattazione collettiva come strumento anti-inflazione non viene menzionata
«Il FMI ammette il problema, ma non chiede più salari: chiede più flessibilità di spesa.»
12 — Debt-at-risk13 / 14

Cosa può ancora peggiorare il quadro fiscale

117%
debt-at-risk globale 3 anni avanti (% PIL)
+4 pp
se la guerra mediorientale si prolunga
+2,4 pp
se le valutazioni AI si correggono del 20%
~20 pp
gap mediano-coda destra (downside risks)
Cosa è il «debt-at-risk»
  • È il livello del debito mondiale che si potrebbe raggiungere in scenari sfavorevoli
  • A 3 anni: 117% del PIL globale (vs il base di ~95-100%)
  • La distribuzione è asimmetrica: la coda destra (peggio) più lontana dalla mediana
  • In altre parole: i rischi al peggioramento dominano quelli al miglioramento
Tre shock che il FMI quantifica
  • Guerra prolungata: shock energetico permanente, +4 pp al debito-at-risk globale
  • Correzione AI: stock USA −20%, contagio finanziario, +2,4 pp
  • Pressioni protezionistiche: sussidi industriali, tariffe, primary balance peggiorato
  • Indipendenza banche centrali: aspettative inflazione disancorate, premio al rischio
Tre numeri da ricordare14 / 14

Cosa portarsi a casa

Tre numeri, tre lezioni
100%
debito mondiale 2029 (mai più visto dal 1945)
138%
debito Italia 2026 (terzo più alto fra le advanced)
+0,8%
saldo primario Italia 2026 (positivo)
Tre lezioni per il dibattito sindacale
  • L’Italia non spende più di quanto incassa (saldo primario positivo). Il problema non è il welfare, sono gli interessi e la crescita zero
  • L’Europa ha attivato la clausola di salvaguardia per le armi, non per la transizione ecologica né per il welfare. Una scelta politica, non una necessità
  • Il FMI stesso misura che i disordini sociali costano: meno crescita e più deficit. Per noi è un argomento contro l’austerità cieca
Per approfondire
  • Il PDF integrale del Fiscal Monitor è nelle fonti del percorso formativo: siamoeccoci.it/gigi-bacchetta/formazione
  • Il World Economic Outlook (l’altro report FMI di aprile 2026) racconta la macro globale — slide gemelle in «Dati dal mondo»
  • Vedi anche «Bilanci comunali» per il dato fiscale dal basso: ogni euro di IRPEF arriva dai comuni
«La finestra per un aggiustamento fiscale ordinato si sta chiudendo — questo lo dice il FMI. Sta a noi decidere chi paga il conto: chi ha già dato (lavoratori, pensionati) o chi non ha ancora dato (rendite, evasione, regimi privilegiati).»