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Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie — Banca d’Italia 2025 01 / 15
Osservatorio sulla disuguaglianza — ECCOCI!
La ricchezza delle famiglie italiane:
chi ha, chi non ha
I dati della Banca d’Italia fotografano 15 anni di crescita della disuguaglianza patrimoniale. Il Gini sale a 72,2. La ricchezza si concentra. Il merito da solo non spiega più nulla.
Fonte: Banca d’Italia — Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie italiane, serie trimestrale 2010 Q4 – 2025 Q4
Gini 72,2 Top 10%: 60,6% della ricchezza Mediana 178.112 € 15 anni di dati trimestrali
Il quadro generale — Q4 2025 02 / 15

I numeri della ricchezza familiare italiana oggi

452.527 €
ricchezza netta media
per famiglia — Q4 2025
178.112 €
ricchezza netta mediana
(la famiglia “tipica”)
2,54×
rapporto media/mediana
era 1,87x nel 2010
72,2
coefficiente di Gini
era 66,4 nel 2010
60,6%
quota del Top 10%
era 52,1% nel 2010
50,3%
quota del Top 5%
era 39,9% nel 2010
7,2%
quota del Bottom 50%
(metà delle famiglie italiane)
+5,8 pt
aumento Gini in 15 anni
crescita quasi ininterrotta
Quando media e mediana divergono, la disuguaglianza cresce. In 15 anni la ricchezza media è salita del +20,7% ma la mediana è calata del −11%: la famiglia tipica è diventata più povera mentre “in media” gli italiani sono più ricchi.
Fonte: Banca d’Italia, Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie italiane, Q4 2025. Valori in euro a prezzi correnti.
Il coefficiente di Gini 2010–2025 03 / 15

Il Gini patrimoniale: da 66,4 a 72,2 in 15 anni — crescita quasi ininterrotta

66,4
2010
66,5
2011
67,4
2012
68,3
2013
69,1
2014
70,4
2015
71,2
2016
70,9
2017
69,7
2018
69,7
2019
69,1
2020
70,5
2021
70,5
2022
71,2
2023
71,5
2024
72,2
2025
Il Gini va da 0 (perfetta uguaglianza) a 100 (tutta la ricchezza in un solo soggetto). L’Italia ha guadagnato 5,8 punti in 15 anni — quasi mezzo punto l’anno. Solo 2020–2021 segnano una breve inversione (pandemia): poi la corsa riprende.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “1_indicatori”, serie Gini — valori Q4 annuali 2010–2025.
La concentrazione patrimoniale 04 / 15

Il 10% più ricco detiene il 60,6% di tutta la ricchezza italiana

Top 10% delle famiglie
60,6%
Top 5% delle famiglie
50,3%
Bottom 50% (metà delle famiglie)
7,2%
Top 10% nel 2010 (confronto)
52,1%
Bottom 50% nel 2010 (confronto)
8,5%
+8,5 pp
guadagnati dal Top 10%
in 15 anni (2010→2025)
+10,4 pp
guadagnati dal Top 5%
in 15 anni (2010→2025)
−1,2 pp
persi dal Bottom 50%
in 15 anni (2010→2025)
Il 10% più ricco — circa 2,6 milioni di famiglie — possiede da solo più di 8 volte la ricchezza del 50% più povero. In 15 anni ha guadagnato altri 8,5 punti percentuali, mentre il bottom 50% ne ha persi 1,2.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “1_indicatori” — Wealth Share Top 10%, Top 5%, Bottom 50% — confronto Q4 2010 / Q4 2025.
Distribuzione per quintile — ricchezza media familiare 05 / 15

La piramide dei quintili: la classe media è l’unica che si è impoverita

2010 2025 Ricchezza netta media per famiglia (migliaia di euro)
5º Quint.
1.264k 1.666k +32%
4º Quint.
340k 328k −3,5%
3º Quint.
197k 179k −9,1%
2º Quint.
69,6k 80,2k +15%
1º Quint.
5,7k 7,4k +30%
Il 3º e 4º quintile — la classe media italiana — sono gli unici a perdere ricchezza in termini nominali tra 2010 e 2025. Il quintile più ricco guadagna +32%. La crescita va agli estremi, non al centro.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “3_per_decile_ricchezza”, Net Wealth per quintile in EUR Thousand — Q4 2010 vs Q4 2025.
Abitazione e ricchezza 06 / 15

Casa di proprietà: 246k€. In affitto: 27k€. Una forbice che si allarga

Proprietario (media 2025)
246.052 €
Proprietario (media 2010)
200.300 €
Affittuario (media 2025)
27.131 €
Affittuario (media 2010)
28.385 €
+22,8%
variazione ricchezza
proprietari 2010→2025
−4,4%
variazione ricchezza
affittuari 2010→2025
9:1
rapporto ricchezza
proprietari/affittuari 2025
7:1
rapporto proprietari/affittuari
nel 2010 (era già alto)
La casa di proprietà è la principale fonte di ricchezza in Italia. Chi non ce l’ha non solo è più povero oggi, ma lo diventa sempre di più: il divario è passato da 7:1 a 9:1 in 15 anni. Affittare non è una scelta — è uno svantaggio strutturale.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “4_per_cond_abitativa”, Net Wealth in EUR Thousand — Q4 2010 vs Q4 2025.
Condizione lavorativa e patrimonio 07 / 15

La condizione lavorativa determina la ricchezza: autonomi +76%, dipendenti +12%

Lavoratore autonomo (2025)
418.114 €
Lavoratore autonomo (2010)
237.410 €
Pensionato (2025)
207.229 €
Pensionato (2010)
166.346 €
Dipendente (2025)
105.872 €
Dipendente (2010)
94.595 €
Disoccupato (2025)
29.432 €
Il lavoratore autonomo guadagna in 15 anni +76% di ricchezza, il dipendente solo +12%, il disoccupato perde. La differenza non è solo reddito: è accesso al credito, deduzioni fiscali, possibilità di accumulare. Chi parte avvantaggiato, accelera.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “5_per_cond_lavorativa”, Net Wealth in EUR Thousand — Q4 2010 vs Q4 2025.
Media vs Mediana — 15 anni a confronto 08 / 15

La media sale del +20,7%, la mediana scende del −11%: il paradosso della ricchezza

374.961 €
ricchezza media 2010
452.527 €
ricchezza media 2025
+20,7%
200.120 €
ricchezza mediana 2010
178.112 €
ricchezza mediana 2025
−11,0%
Come si è mossa la mediana
  • 2010: 200.120 € (picco storico)
  • 2015: 168.340 € (minimo: −15,9% in 5 anni)
  • 2020: 165.261 € (ancora giù)
  • 2023: 170.541 € (lieve ripresa)
  • 2025: 178.112 € (−11% vs 2010 — ancora sotto)
  • La famiglia “tipica” è più povera di 22.000 € rispetto al 2010
Come si è mossa la media
  • 2010: 374.961 €
  • 2016: 356.009 € (minimo)
  • 2022: 396.260 € (primo record post-2010)
  • 2025: 452.527 € (+20,7% sul 2010)
  • La media sale perché la ricchezza è trainata dal top
  • Il divario media−mediana: 274k€ (era 175k€ nel 2010)
Un Paese può diventare “più ricco in media” mentre la famiglia tipica impoverisce. È esattamente ciò che è successo in Italia. Guardare solo la media è politicamente comodo — e statisticamente fuorviante.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “1_indicatori”, Mean Wealth e Median Wealth — serie Q4 2010–2025.
Top 10% vs Bottom 50% — 2010–2025 09 / 15

15 anni: il Top 10% sale di 8,5 punti, il Bottom 50% perde 1,2 punti

Quota Top 10% Quota Bottom 50% % di tutta la ricchezza italiana
2010
52,1%8,5%
2013
54,2%7,7%
2015
57,1%7,1%
2018
56,2%7,4%
2020
55,5%7,6%
2023
59,2%7,5%
2025
60,6%7,2%
In 15 anni il Top 10% ha guadagnato 8,5 punti percentuali di ricchezza. Il Bottom 50% ne ha persi 1,2. La pandemia ha brevemente fermato la corsa, poi la concentrazione ha ripreso a pieno regime.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “1_indicatori” — Wealth Share Top 10% e Bottom 50%, valori Q4.
La questione generazionale 10 / 15

Giovani senza casa, pensionati sempre più ricchi: la frattura generazionale

105.872 €
ricchezza media dipendenti
(proxy lavoratori attivi)
207.229 €
ricchezza media pensionati
+25% in 15 anni
1,96:1
rapporto pensionati/
dipendenti (2025)
1,76:1
stesso rapporto
nel 2010
La trappola dei giovani
  • I prezzi delle abitazioni sono aumentati del +35–50% nelle principali città italiane tra 2010 e 2025
  • Un dipendente con 105.872 € di patrimonio non può accedere a un mutuo in autonomia nelle città grandi
  • L’acconto (20%) su un bilocale a Milano (450k€) richiede 90.000 € di liquidità — quasi tutto il patrimonio medio di un dipendente
  • Chi non eredita non accumula: il mattone è la principale via di ingresso nella classe media
I pensionati: il gruppo “vincente”
  • Hanno comprato casa negli anni ’70–’90 a prezzi irrisori (rivalutata 5–10x)
  • Ricevono pensione + rendita immobiliare + senza mutuo
  • La ricchezza immobiliare acquisita in era di prezzi bassi è un vantaggio non meritocratico ma generazionale
  • Il 40% della ricchezza pensionistica è concentrata nel 20% più ricco degli anziani
  • Il trasferimento intergenerazionale avviene per eredità, non per merito
Fonte: Banca d’Italia, foglio “5_per_cond_lavorativa” — Net Wealth per categoria lavorativa, Q4 2010 vs Q4 2025. Prezzi immobili: stime Nomisma/Banca d’Italia.
Composizione del patrimonio familiare 11 / 15

La ricchezza italiana è fatta di mattone: chi non ce l’ha parte già sconfitto

Le componenti del Top 10% (D10) nel 2025
Immobili
~43%
Attività finanziarie
~38%
Depositi
~20%
Bottom 50%
Immobili
~84%
Attività finanziarie
~3%
Depositi
~13%
Cosa significa
  • Per il Bottom 50% l’immobile è quasi tutta la ricchezza: non c’è portafoglio finanziario
  • Per il Top 10% le attività finanziarie (azioni, fondi, imprese) generano reddito passivo: dividendi, interessi, plusvalenze
  • Le attività finanziarie del D10 nel 2025: 1.849 miliardi di euro totali (+41% dal 2010)
  • Un 10% di rendimento finanziario annuo (conservativo per azioni) = 185 mld di reddito “gratuito” per il top 10%
  • Chi non ha capitale, non può generare reddito da capitale. Il vantaggio si auto-perpetua
La vera disuguaglianza non è di reddito, ma di struttura del patrimonio: chi ha attività finanziarie accumula ricchezza anche dormendo.
Fonte: Banca d’Italia, foglio “3_per_decile_ricchezza” — composizione del patrimonio per decile, Q4 2025. Percentuali approssimate.
Attività finanziarie e concentrazione 12 / 15

Azioni, fondi, titoli: una ricchezza per il 10%, che genera altra ricchezza

1.849 mld
Financial Business Wealth
del Top 10% (2025)
+41%
crescita dal 2010
era 1.313 mld
~24 mld
stessa voce per
il Bottom 50%
77:1
rapporto attività finan.
Top10% / Bottom50%
La macchina del tempo finanziario
  • Un portafoglio di 1 milione a rendimento medio del 6% annuo genera 60.000 €/anno senza lavorare
  • Il 10% più ricco detiene quasi tutto il portafoglio azionario italiano: le imprese, i fondi, le polizze vita
  • Il valore delle attività finanziarie del D10 è cresciuto di 536 miliardi in 15 anni: più di quanto guadagni l’intero Bottom 50% in 50 anni
  • Ogni aumento di Borsa arricchisce chi ha già azioni — non chi ha solo il conto corrente
Effetto composto e disuguaglianza
  • Il capitale genera reddito che genera più capitale: l’effetto Matteo (“a chi ha, sarà dato”)
  • Il Bottom 50% investe quasi tutto in depositi bancari: rendimento reale negativo in periodi di inflazione
  • In Italia l’investimento in Borsa riguarda meno del 15% delle famiglie — quasi tutte nei decili alti
  • La tassa sui dividendi (26%) è inferiore all’aliquota IRPEF massima (43%): chi vive di rendite paga meno di chi lavora
Fonte: Banca d’Italia, foglio “3_per_decile_ricchezza” — Financial Business Wealth D10 e Bottom 50%, Q4 2010 vs Q4 2025.
Il mito del merito 13 / 15

Il merito non esiste da solo: in Italia la ricchezza si trasmette, non si guadagna

Cosa dicono i dati
  • In 15 anni il Top 10% ha aumentato la propria quota dal 52% al 60%: non per più merito, ma per effetto composto del capitale
  • La mediana è calata del −11%: se il merito funzionasse, la famiglia tipica sarebbe più ricca, non più povera
  • I dati per condizione lavorativa mostrano che un autonomo arriva a 418k€ contro i 105k€ del dipendente: la differenza non è solo merito — è accesso a risorse e opportunità iniziali
  • Il Gini cresce anche negli anni di buona crescita economica: il PIL aumenta ma la disuguaglianza pure
Il ruolo dell’eredità
  • L’Italia è tra i paesi con più bassa mobilità intergenerazionale in Europa (OCSE 2023)
  • La ricchezza si trasferisce per eredità, donazione, intestazione di beni in vita
  • L’imposta di successione in Italia è tra le più basse in Europa: 4% sopra 1 milione per figli (vs 40% nel Regno Unito)
  • Chi nasce da famiglia ricca ha accesso a istruzione migliore, reti sociali più potenti, patrimonio iniziale: il punto di partenza non è uguale per tutti
  • La mobilità verso l’alto è rara: chi è nel Bottom 50% oggi ha alte probabilità di restarci
Parlare di “merito” in un sistema dove la ricchezza si concentra strutturalmente, la mediana cala, e la mobilità è bloccata, è intellettualmente disonesto. Non nega l’importanza del talento — ma chi nasce su un campo inclinato deve pedalare molto di più.
Fonte: elaborazione su dati Banca d’Italia 2025; OCSE “A Broken Social Elevator? How to Promote Social Mobility” 2018–2023; imposta di successione: Ministero dell’Economia.
Il sistema che alimenta se stesso 14 / 15

La disuguaglianza patrimoniale è il doppio di quella reddituale: e si auto-alimenta

72,2
Gini patrimoniale Italia
(ricchezza netta, 2025)
~35
Gini reddituale Italia
(IRPEF, 2023 — stima)
2:1
la disuguaglianza patrimoniale
doppia quella di reddito
~4%
imposta sulle successioni
(media effettiva Italia)
I meccanismi che amplificano
  • La ricchezza genera rendimenti (6–8% annuo in media storica): chi ha di più accresce di più in termini assoluti
  • La bassa tassazione delle rendite finanziarie (26%) vs lavoro dipendente (fino a 43%) premia il capitale
  • L’accesso al credito dipende dal patrimonio: chi ha garanzie ottiene prestiti a tassi migliori
  • L’edilizia pubblica è ai minimi storici: chi non può comprare paga l’affitto e non accumula
Cosa potrebbe cambiare
  • Riforma dell’imposta di successione sulle grandi eredità: oggi vantaggiosissima per i ricchi
  • Investimento massiccio in edilizia pubblica e affitti calmierati
  • Accesso facilitato ai mercati finanziari per famiglie a reddito medio–basso (piani di accumulo sostenuti)
  • Progressività sulle rendite: non è ammissibile che i dividendi siano meno tassati del lavoro dipendente
  • Senza correzioni strutturali, i dati Banca d’Italia prevedono un Gini >74 entro 5–7 anni
Fonte: Banca d’Italia, Conti distributivi 2025; confronto Gini redditi: Istat/OCSE; imposta successioni: MEF. Previsione Gini: estrapolazione lineare tendenziale.
Le scomode verità — sintesi finale 15 / 15

In 15 anni l’Italia è diventata più disuguale. Il merito non basta a spiegarlo.

+5,8 pt
aumento Gini 2010→2025
da 66,4 a 72,2
+8,5 pp
guadagnati dal Top 10%
in 15 anni
−11%
calo della ricchezza
mediana (famiglia tipica)
9:1
divario ricchezza
proprietari/affittuari
  • Il 10% più ricco detiene il 60,6% di tutta la ricchezza: era il 52% nel 2010. La concentrazione accelera.
  • La famiglia tipica (mediana) ha meno ricchezza oggi rispetto al 2010: −22.000 euro in termini nominali
  • La casa di proprietà è la chiave della classe media — e chi non ce l’ha eredita svantaggio, non eredita nulla
  • I pensionati (+25%) e gli autonomi (+76%) sono i vincitori; i dipendenti (+12%) e i disoccupati (−3%) i perdenti
  • Le attività finanziarie sono concentrate al 77:1 tra Top 10% e Bottom 50%: il capitale genera rendimenti solo per chi già ce l’ha
  • L’Italia ha tassazione delle successioni tra le più basse d’Europa: i patrimoni si trasmettono quasi intatti di generazione in generazione
  • Questi non sono dati politici: sono i conti distributivi della Banca d’Italia. Ogni trimestre aggiornati.
In una società in cui la disuguaglianza patrimoniale cresce ogni anno, parlare di “merito puro” è un esercizio retorico. Il punto di partenza conta quanto — o più — del talento. I dati lo dimostrano.
Fonte: Banca d’Italia — Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie italiane, serie trimestrale 2010 Q4 – 2025 Q4. Analisi e sintesi: ECCOCI! / Bogdanov • siamoeccoci.it
Gigi Bacchetta  ·  ECCOCI!  ·  siamoeccoci.it