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Itinerari Previdenziali — XIII Rapporto, anno 2026 1 / 15
Il bilancio del sistema previdenziale italiano — riassunto in italiano
Chi regge
e chi non regge
Il sistema pensionistico italiano nel 2024 fondo per fondo: la sostenibilità delle casse, il deficit dei dipendenti pubblici, il nodo tra previdenza e assistenza
A cura di  Gigi Bacchetta — ECCOCI! Fonte  Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, XIII Rapporto, dati 2024
01 — Premessa2 / 15

Che cos’è il Rapporto Itinerari Previdenziali

Cos’è e a cosa serve
  • È l’unico documento che mette in un solo quadro tutto il sistema previdenziale italiano e il suo finanziamento
  • Nasce per colmare il vuoto lasciato dalla soppressione nel 2012 del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale
  • Ricostruisce la banca dati pensionistica su 36 anni omogenei, dal 1989 al 2024
  • Trasmesso ogni anno al Ministro del Lavoro e alle Camere; questa è la tredicesima edizione
Chi gestisce le pensioni in Italia
  • L’INPS gestisce circa il 96% di spesa ed entrate: nel tempo ha incorporato quasi tutte le gestioni (INPDAP, ENPALS, IPOST, FFSS, INPGI…)
  • La parte residua è delle Casse privatizzate dei liberi professionisti (D.Lgs. 509/94 e 103/96)
  • La spesa sociale vale circa il 53% di tutta la spesa pubblica: l’Italia è terza in Europa per spesa sociale su PIL, dopo Francia e Austria
Il sistema pensionistico obbligatorio italiano funziona «a ripartizione»: i contributi di chi lavora oggi pagano le pensioni di chi è in pensione oggi. La sua tenuta dipende dal rapporto tra lavoratori attivi e pensionati.
02 — Il quadro 20243 / 15

Il sistema previdenziale italiano nel 2024

286,1 mld
spesa per pensioni (netto GIAS) — +7,0% sul 2023
260,6 mld
entrate contributive — +23,9 mld sul 2023
−25,5 mld
saldo — in miglioramento dai −30,7 del 2023
13,05%
spesa pensioni / PIL (15,09% con la GIAS)
Le tre forze che muovono i conti
  • Occupati in crescita: 24,07 milioni a fine 2024 (+311 mila), record storico — più contributi che entrano
  • Pensionati in aumento: 16,31 milioni (+75.723), per lo più per la componente assistenziale
  • Rivalutazione: le pensioni sono state adeguate all’inflazione (8,1% nel 2022, 5,4% nel 2023): la spesa nominale sale
  • Il numero delle pensioni vere e proprie (IVS) è invece fermo dal 2019
Il dato che conta: attivi per pensionato
  • Rapporto occupati / pensionati 2024: 1,48 — il miglior valore della serie storica
  • Se si tolgono i 2,7 milioni di soggetti che ricevono prestazioni puramente assistenziali (invalidità civile, assegni sociali, pensioni di guerra, rendite Inail), il rapporto sui pensionati «veri» sale a 1,77
  • 1,77 è un livello considerato buono per la sostenibilità di medio-lungo termine
03 — La storia lunga4 / 15

36 anni di conti: le riforme hanno funzionato

Le quattro fasi del sistema dal 1989 al 2024
PeriodoCosa succedeSaldo / spesa
1989-1997Prima delle riforme: spesa fuori controllo, saldi sempre più negativifino a −20%
1998-2006Riforme Amato e Dini operative: metodo contributivo, età più alta. Conti verso il pareggioquasi pari (2008)
2007-2014Crisi finanziaria e recessione: occupazione giù, contributi giù. Riforma Fornero (2011)torna a peggiorare
2015-2024Ripresa instabile, shock pandemia e guerre. «Quota 100/102/103» anticipano le usciteoscillante
Pur con tutte le critiche ai singoli provvedimenti, l’incidenza dei saldi negativi sulla spesa per pensioni resta nettamente inferiore rispetto agli anni precedenti le riforme di metà anni Novanta.
I due insegnamenti di fondo
  • Dopo le riforme la spesa per pensioni cresce poco e in modo stabile: nel 2000-2024 +1,27% reale medio l’anno
  • A far oscillare i conti non è più la spesa, ma le variabili macroeconomiche: PIL, occupazione, salari e quindi entrate contributive
  • Le entrate contributive sono congiunturali: crollano nelle crisi (2009-2014, 2020) e risalgono nelle riprese
  • La spesa è strutturale: si governa solo con interventi normativi su età, requisiti e calcolo
04 — Spesa e PIL5 / 15

Quanto pesano le pensioni sul PIL

Spesa per pensioni in % del PIL — con la GIAS
1989
10,8%
1997
13,3%
2008-2015
15,5%
2020 (COVID)
16,7%
2024
15,1%
Il picco del 2020 (16,7%) è un effetto ottico: non è esplosa la spesa, è crollato il PIL di quasi il 9% nel lockdown. Quando l’economia riparte, il rapporto rientra.
Come leggere il rapporto spesa / PIL
  • È l’indicatore con cui l’UE confronta la sostenibilità dei sistemi pensionistici tra paesi
  • Ma è una frazione: peggiora sia se sale la spesa sia se scende il PIL. Nelle crisi «peggiora» senza che nulla sia cambiato nelle pensioni
  • Nel 2024 vale 13,05% al netto della spesa assistenziale (GIAS), 15,09% includendola
  • Dopo le riforme di metà anni Novanta il rapporto si è stabilizzato: niente deriva incontrollata
05 — La mappa della sostenibilità6 / 15

Lo schema: chi regge e chi no, fondo per fondo

Gestione (dati 2024) AttiviPensionatiAttivi / pens. Entrate
contrib. mld
Uscite
netto GIAS mld
Saldo
mld €
Lavoratori privati 16.136.0208.375.0801,93 162,5150,9+11,6
Dipendenti pubblici (ex INPDAP) 3.351.0003.177.9801,05 47,393,6−46,4
Artigiani 1.336.0001.803.8000,74 10,514,3−3,8
Commercianti 1.927.3001.506.7801,28 12,912,4+0,6
Coltivatori diretti, coloni, mezzadri 408.2501.149.9300,36 1,33,2−2,0
Parasubordinati (Gestione Separata) 1.730.000621.4002,78 12,42,5+9,9
Casse professionali (509/94 e 103/96) 1.327.913568.5462,34 12,27,8+4,4
TOTALE SISTEMA OBBLIGATORIO 26.216.48317.203.5161,52 259285−25,6
in attivo — entrate > uscite attivo fragile — pareggio a rischio in deficit — uscite > entrate
La colonna chiave è attivi per pensionato: dove ci sono almeno due lavoratori per ogni pensionato il fondo regge; sotto 1, il fondo è in rosso. Un solo fondo — i dipendenti pubblici — pesa per il 90% di tutto il deficit del sistema.
06 — Dentro i privati7 / 15

Dentro i «lavoratori privati»: un grande fondo e tante eredità

Fondo (2024) AttiviPensionatiAtt. / pens. Saldo mld €Contrib. medioPensione media
FPLD — Fondo lavoratori dipendenti15.652.5507.541.7902,08+23,69.260 €21.170 €
ex ENPALS — spettacolo e sport160.01063.7332,51+0,49.489 €20.263 €
ex IPOST — postali115.930169.2200,69−1,212.300 €23.460 €
ex FF.SS. — ferrovieri18.450198.4900,09−0,016.350 €28.070 €
ex INPGI — giornalisti13.70010.0501,36−0,413.300 €62.260 €
Fondo Volo12.8308.1701,57−0,215.680 €49.260 €
Fondo Clero17.78010.5901,68−0,02.080 €7.270 €
Altri fondi minori (elettrici, ecc.)144.770367.7570,39−10,5
  • Il FPLD è il cuore del sistema: il 60% dei contribuenti, il 48% delle pensioni. Dal 2007 è stabilmente in attivo — ed è lui che tiene in piedi i conti
  • I fondi ex (IPOST, FF.SS., Volo, giornalisti) sono categorie chiuse o in calo: pochi attivi, molti pensionati. Confluiti nell’INPS, il loro rosso è coperto dal FPLD
07 — Chi regge8 / 15

Le gestioni in attivo: +32,3 miliardi

+23,6 mld
FPLD — lavoratori dipendenti privati
+9,9 mld
Parasubordinati — Gestione Separata
+4,4 mld
Casse professionali privatizzate
+0,6 mld
Commercianti — attivo ma fragile
Perché questi fondi tengono
  • FPLD: occupazione dei dipendenti privati in crescita e età effettiva di pensionamento più alta. Saldo positivo confermato da 17 anni
  • Parasubordinati: 1,73 milioni di iscritti giovani, pochissimi pensionati (2,78 attivi per pensionato). Un fondo «giovane» che incassa molto e paga poco — per ora
  • Casse professionali: 2,34 attivi per pensionato. Ma il loro avanzo si sta erodendo: era il 94% della spesa nel 2011, oggi il 57%
L’avvertenza nascosta
  • L’attivo dei fondi «giovani» (parasubordinati, casse) è fisiologico: hanno pochi pensionati perché sono nati da poco. Col tempo l’avanzo si riduce
  • Il Commercianti è in pareggio solo formalmente: ha perso 266 mila contribuenti dal 2013. L’attivo è a «livelli critici»
  • Il totale dei saldi positivi (+32,3 mld) non basta a coprire i deficit (−51,2 mld)
08 — Chi non regge9 / 15

Le gestioni in deficit: −51,2 miliardi

−46,4 mld
Dipendenti pubblici — il 90,5% di tutte le perdite
−3,8 mld
Artigiani — settore in contrazione
−2,0 mld
Coltivatori diretti, coloni, mezzadri
1,05
attivi per pensionato nel pubblico impiego
Dipendenti pubblici: il buco nero del sistema
  • A fronte di 47 mld di contributi il fondo paga 93,6 mld di pensioni: un disavanzo pari al 49,5% della spesa
  • Da solo vale il 90,5% di tutto il rosso del sistema previdenziale
  • Causa: blocco delle assunzioni dopo la crisi 2008 (meno contributi) e pensionamenti accelerati (più uscite). Quasi una pensione per ogni dipendente attivo
Artigiani e agricoltori: categorie che si svuotano
  • Artigiani: −566 mila contribuenti dal 2008 (−29,8%). 135 pensioni ogni 100 attivi: il rapporto peggiore di tutte le categorie
  • Coltivatori diretti: 2,8 pensioni per ogni contribuente. Pensioni basse (6.270 € medi), coperte per oltre metà dalla fiscalità
  • Sono fondi di mestieri che la trasformazione economica ha ridotto strutturalmente: meno attivi, sempre più pensionati
09 — Gli indicatori10 / 15

Due termometri della sostenibilità

Pensioni ogni 100 contribuenti — 2024
Parasubordinati
36
Liberi prof.
43
Dip. privati
52
Commercianti
78
Dip. pubblici
95
Artigiani
135
Misura il carico che grava su ogni lavoratore attivo. Per i coltivatori diretti il valore è 282: quasi tre pensioni da pagare per ogni contribuente.
Aliquota di equilibrio: quanto manca al pareggio
CategoriaAliquota equil.Scarto
Parasubordinati6,1%+23,2
Casse 103/962,5%+14,2
Liberi professionisti12,1%+6,9
FPLD dipendenti privati30,2%+4,2
Commercianti25,5%+0,4
Artigiani35,7%−10,6
Dipendenti pubblici56,8%−20,8
Coltivatori diretti64,5%−39,4
Totale obbligatorio34,2%−2,4
È l’aliquota che servirebbe per chiudere in pareggio. Scarto negativo = quanti punti di contributi mancano. Per il sistema intero: −2,4 punti, cioè ~18,7 mld.
10 — Il nodo11 / 15

Previdenza non è assistenza: perché conta

Nello stesso aggregato «pensioni» finiscono cose diverse: le pensioni vere e proprie pagate con i contributi (IVS) e le prestazioni assistenziali pagate dalle tasse di tutti (invalidità civile, assegni sociali, pensioni di guerra). Mescolarle falsa il quadro.
Cosa cambia se si separano le due voci
IndicatoreAggregatoSolo pensioni vere
Pensionati16,3 mln13,5 mln
Spesa pensioni / PIL15,4%sotto 12%
Attivi per pensionato1,481,77
  • Tolti i 2,7 milioni che ricevono solo prestazioni assistenziali, il sistema previdenziale «puro» appare assai più solido
Perché il Rapporto insiste su questo punto
  • Le proiezioni UE e OCSE usano l’aggregato: l’Italia appare con spesa pensionistica «esplosiva» quando il problema vero è un altro
  • La confusione ha permesso di aumentare la spesa assistenziale — già fuori controllo — facendo pagare il conto ai pensionati sopra 5 volte il minimo, con una rivalutazione tagliata
  • Separare le voci non cambia la spesa totale: cambia le politiche. Permette di controllare ogni componente con gli strumenti giusti
11 — La spesa che cresce12 / 15

La spesa assistenziale a carico delle tasse

180,5 mld
spesa assistenziale su fiscalità generale — 2024
+147%
crescita dal 2008 (erano 73 mld) — +7,8%/anno
5,74 mln
persone in povertà assoluta (2,1 mln nel 2008)
~83 mld
spesa per scuola, università e ricerca (4% PIL)
Il paradosso
  • La spesa assistenziale è cresciuta oltre tre volte più veloce della spesa per pensioni
  • Eppure la povertà non è scesa: le persone in povertà assoluta sono più che raddoppiate dal 2008. Le famiglie: da 937 mila a 2,2 milioni
  • Più soldi spesi, stessa povertà: significa che la spesa è mal indirizzata, non che ne servano di più
Cosa serve, secondo il Rapporto
  • Manca da vent’anni un casellario dell’assistenza: non si sa chi prende cosa, da quanto e perché
  • L’ISEE è diventato «un moltiplicatore di lavoro sommerso ed evasione»: va revisionato
  • Una banca dati e controlli efficaci potrebbero liberare almeno 15 miliardi l’anno — da spostare su povertà reale, ricerca, formazione
12 — Focus territorio13 / 15

Le province più «anziane» d’Italia: il Nord, e il Piemonte

Pensioni IVS ogni 100 residenti — 31.12.2024
ProvinciaTassoProvinciaTasso
Biella40,4%Asti34,5%
Ferrara37,5%Verbano-Cusio-Ossola34,1%
Vercelli36,7%Cuneo33,2%
Rovigo36,3%Novara32,5%
Alessandria35,3%Torino31,6%
Italia (media)27,9%Napoli (minimo)17,1%
Il tasso misura quante pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti vengono erogate ogni 100 abitanti. Più alto = popolazione più anziana e meno attiva.
Cosa dice questa classifica
  • Le prime 10 province d’Italia per pensioni sulla popolazione sono tutte del Nord. Biella è la prima in assoluto
  • Il Piemonte le occupa quasi tutte: Biella, Vercelli, Alessandria, Asti, VCO, Cuneo, Novara, Torino — ogni provincia piemontese è sopra la media nazionale
  • Il VCO è al 34,1%, 14° in Italia: oltre una pensione ogni tre residenti. Una provincia che invecchia e si spopola
  • Non è un dato di «ricchezza pensionistica»: è il segnale di un territorio con pochi giovani e poco lavoro. Il problema della sostenibilità qui è già presente
13 — Domani14 / 15

Cosa ci aspetta e cosa propone il Rapporto

Le previsioni di medio-lungo termine
  • Gli over 65 passano dal 24,3% della popolazione (2024) al 30% nel 2035 e al 34,5% nel 2050
  • Spesa pensioni / PIL (aggregato): stabile fino al 2028, poi sale al 17,1% nel 2040, quindi scende al 14% nel 2070
  • Ma il Rapporto avverte: l’«assalto dei baby boomer» avrà effetti modesti. In Italia ci sono 36 milioni di persone in età da lavoro e solo 24 milioni lavorano
  • Mezzo punto in più di produttività annullerebbe la «gobba» pensionistica: il problema vero è occupazione e produttività, non la demografia
Le proposte di Itinerari Previdenziali
  • Creare la banca dati dell’assistenza e revisionare l’ISEE: ~15 mld l’anno di risparmi
  • Applicare davvero gli stabilizzatori automatici: età di pensione e coefficienti agganciati all’aspettativa di vita
  • Mantenere la flessibilità in uscita (64 anni + 38 di contributi) ma legata all’aspettativa di vita
  • Eliminare la decontribuzione «diseducativa»; far emergere evasione e lavoro nero recuperando anni di contributi
  • Inviare a tutti la «busta arancione»: l’estratto conto con il tasso di sostituzione atteso
Il debito pubblico nel 2024 è costato 85 miliardi di interessi, che diventeranno 92 nel 2026 e quasi 100 nel 2027. La spesa sociale assorbe il 61% di tutte le entrate contributive e fiscali dello Stato.
Tre numeri da ricordare15 / 15

Cosa portarsi a casa

Tre numeri, tre lezioni
1,77
attivi per pensionato «vero»: il sistema previdenziale puro regge
90,5%
del deficit viene da un solo fondo: i dipendenti pubblici
+147%
la spesa assistenziale sulle tasse, dal 2008 — e la povertà sale
Tre lezioni per il dibattito
  • La «bomba pensioni» raccontata ogni anno è in gran parte un problema di definizioni: separando previdenza e assistenza, il sistema previdenziale appare solido
  • Il deficit vero è concentrato: pubblico impiego, artigiani, agricoltori. Categorie con pochi attivi e molti pensionati — vanno governate, non confuse col resto
  • Il problema dell’Italia non è che si invecchia: è che lavorano in pochi. 36 milioni in età da lavoro, 24 occupati
Per approfondire
  • Il XIII Rapporto integrale è tra le fonti del percorso Formazione — categoria Economia politica — e su itinerariprevidenziali.it
  • Vedi anche i riassunti dei report FMI (Fiscal Monitor, World Economic Outlook) nella sezione «Dati dal mondo»: il debito pubblico e gli interessi pesano sulla stessa partita
  • E i bilanci comunali del VCO: la spesa sociale dei Comuni è l’altra metà del welfare di prossimità
«Un conto è identificare correttamente la spesa per pensioni e quella per assistenza e mettere in campo gli strumenti per controllarle. Diverso è tenere la confusione, che permette di aumentare l’assistenza fuori controllo e far pagare il conto ai pensionati.»