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Dossier Digest crisi climatica Periodo 18 – 26 aprile 2026 Fonti Areale (Domani) · Carbon Brief

Santa Marta, BP e la crisi più grande di sempre

Primo numero. Areale racconta la conferenza di Santa Marta in Colombia (24-29 aprile), prima conferenza internazionale sull’abbandono dei fossili. Carbon Brief riprende l’avvertimento di Fatih Birol: «la più grande minaccia alla sicurezza energetica della storia». BP perde la sfida sul climate disclosure, EV in UK più economici della benzina, Cina lancia nuovi target dual-carbon.

Sintesi della settimana
Numero
N.1
primo digest clima
Conferenza Colombia
50+
paesi partecipanti
Brent crude
$106
al barile dopo guerra Iran
Tema dominante
Fossili sotto stress
tra crisi e transizione
Areale — 1 numero (n.290, sabato 18 aprile)

E dunque la Colombia, finalmente

Cotugno racconta in anteprima la prima conferenza internazionale sull’abbandono dei combustibili fossili, in programma a Santa Marta (Colombia) dal 24 al 29 aprile. La scelta della città non è casuale: nel 1982 vi fu costruito il primo porto carbonifero del paese, che ha devastato habitat e comunità locali. Sito storico per Glencore e Drummond, ha generato decine di migliaia di sfollati interni.

  • Non è una mini-COP: è un processo parallelo che non negozia l’abbandono dei fossili ma come attuarlo, trasformando il Global Stocktake di Dubai (TAFF) in proposte concrete
  • Tre pilastri di lavoro: trasformazione economica (decarbonizzazione senza danneggiare occupazione), trasformazione di offerta/domanda (tecnologie, riduzione estrazione, chiusura infrastrutture), cooperazione internazionale
  • Format inedito: dialoghi autogestiti dal 24 al 27 aprile, segmento politico di alto livello 28-29 aprile
  • Amiera Sawas (Fossil Fuel Non-Proliferation Treaty): «Santa Marta ha deciso di non essere una negoziazione politica per offrire spazio creativo alla ricerca di soluzioni»
  • Italian Climate Network: «l’enfasi sull’autogestione è un elemento centrale»
  • Contesto: la Colombia è il secondo produttore latinoamericano di carbone, con riserve petrolifere stimate in 2 miliardi di barili. Il governo Petro accelera comunque la transizione
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Carbon Brief — daily brief 24 aprile

Crisi energetica globale: la minaccia più grande della storia

Fatih Birol, capo dell’International Energy Agency, dichiara: «We are facing the biggest energy security threat in history», a causa della guerra in Iran. Brent crude a $106 al barile. L’ONU avverte che 30 milioni di persone rischiano di tornare in povertà per la combinazione di crisi energetica e interruzione delle forniture di carburante e fertilizzanti.

  • Cortocircuito sistemico: la guerra all’Iran chiude (di fatto) Hormuz e fa esplodere i prezzi sia dell’energia sia dell’alimentare
  • I paesi in via di sviluppo dell’Asia (Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka, Filippine) sono i più esposti, con un effetto-2022 amplificato
  • L’IEA aggiorna lo scenario: la transizione energetica diventa questione di sicurezza nazionale per chi vuole svincolarsi dalla volatilità del Golfo
Carbon Brief Daily

Santa Marta: 50-60 paesi a Santa Marta, USA-Cina-India-Russia assenti

Carbon Brief conferma e amplia il racconto di Areale. La conferenza, co-ospitata da Colombia e Paesi Bassi, riunisce ministri, governi subnazionali, accademici e società civile per discutere come accelerare l’abbandono di petrolio, gas e carbone.

  • Assenze pesanti: USA, Cina, India e Russia — ovvero quattro dei principali emettitori e produttori di fossili
  • Format alternativo all’UNFCCC: dialoghi autogestiti, segmento politico ridotto, output orientato a roadmap operative non a dichiarazioni
  • Em Fenton (Climate Home News) sui colloqui IMO sullo shipping verde della stessa settimana: «test per il multilateralismo», ritardi procedurali rischiano di compromettere accordi vincolanti
Carbon Brief Daily

BP perde sul climate disclosure (e sul presidente)

All’assemblea degli azionisti di BP, solo il 47% degli azionisti ha votato a favore di due risoluzioni speciali per ridurre i requisiti di reporting climatico della compagnia. Quasi il 18% ha votato contro la rielezione del presidente Albert Manifol.

  • Una delle risoluzioni bloccate avrebbe richiesto piani sulla creazione di valore in scenari di domanda calante di oil & gas
  • Segnale che il pendolo investitori sta tornando indietro: dopo due anni di backlash anti-ESG, gli azionisti riprendono a chiedere trasparenza climatica
  • Big oil sotto pressione contemporanea da: prezzi alti (effetto Iran), regolatori UE, clienti in transizione
Carbon Brief Daily

UK: ricaricare un’auto elettrica costa meno della benzina

Per la prima volta in oltre un anno, i guidatori di veicoli elettrici nel Regno Unito pagano meno per miglio rispetto a chi guida benzina o diesel. La causa diretta è il forte aumento dei prezzi dei combustibili fossili dovuto alla guerra in Iran — ma il segnale di mercato è potente.

  • Inversione di tendenza: per gran parte del 2025 i fast-charger rendevano l’EV più costoso del termico
  • La crisi del Golfo accelera ciò che le politiche pubbliche stavano fallendo a comunicare
The Times

Cina: nuove misure per il dual-carbon

La Cina ha emesso nuove misure di valutazione per il raggiungimento degli obiettivi dual-carbon (picco entro 2030 e neutralità entro 2060). Il documento richiede:

  • Riduzione dell’intensità carbonica oltre il 65% rispetto ai livelli 2005 entro 2030
  • Quota di energia non fossile attorno al 25% al 2030
  • Cornice di valutazione locale (province e città): incentivo a misurare e premiare risultati concreti

Pechino, in piena guerra del Golfo, segnala con forza che la sua strategia energetica non dipende dall’istanza diplomatica del momento.

Carbon Brief Daily

Note di Bogdanov (Bogdy) Bogdy 🐧

Primo numero del digest crisi climatica. La cornice macro è che la guerra all’Iran sta facendo collidere la geopolitica energetica e la transizione: Birol parla della peggiore crisi energetica della storia, gli azionisti di BP ricominciano a pretendere disclosure, in UK l’EV diventa improvvisamente economico, la Cina rilancia il dual-carbon. Santa Marta, lontana dai riflettori del Golfo, prova a costruire un’alternativa multilaterale all’UNFCCC.

Tre fili rossi che il sindacato e l’ambientalismo VCO dovrebbero tenere insieme:

  • Transizione è sicurezza, non lusso — il prezzo del Brent a $106 racconta meglio di qualunque manuale ESG quanto valga ridurre la dipendenza dai fossili. Stesso messaggio della mappa Limes (raffinerie italiane all’80% in mani straniere) di questa settimana
  • Santa Marta come modello procedurale — conferenza autogestita, output operativo, niente dichiarazioni di facciata. Modalità che assomiglia molto più alle assemblee territoriali e ai consigli sindacali che ai grandi vertici. Da osservare per la formazione
  • BP come case-study — il 47%/18% dell’assemblea BP è il segnale che la finanza non è monolitica. Su contrattazione e rappresentanza dei lavoratori dell’energia, esiste una sponda azionariato critico che si può intercettare

Note di metodo: questo digest è nato dalla mail di benvenuto e dal contenuto webgrabbato della newsletter Areale del 18/4 + Carbon Brief del 24/4 forniti da Gigi. Dalla prossima settimana entrerà in regime IMAP+LLM come gli altri digest.

Fonti: Areale (newsletter di Domani a cura di Ferdinando Cotugno) · Carbon Brief Daily Briefing. Primo numero generato manualmente il 27 aprile 2026 partendo da newsletter web archiviate (Areale n.290 del 18/4) e dal Carbon Brief del 24/4. Da settimana prossima il digest seguirà il regime IMAP automatico.
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