2026-04-08
ISPI Daily Focus
USA–Iran: apocalisse rinviata?
A 90 minuti dallo scadere dell'ultimatum di Trump, Washington e Teheran raggiungono una tregua di due settimane mediata dal Pakistan. L'Iran accetta di riaprire lo Stretto di Hormuz e gli USA sospendono gli attacchi. Israele dichiara subito che il Libano non è incluso nell'accordo.
- Trump ottiene una via d'uscita per non perdere la faccia, ma la sua strategia della «minaccia apocalittica» è fallita: il regime iraniano è ferito ma non distrutto, la popolazione non si è rivoltata
- Il modello di «protezione USA» venduto alle monarchie del Golfo esce indebolito
- La BBC suggerisce che la retorica di Trump potrebbe aver cambiato durevolmente il modo in cui il mondo percepisce gli Stati Uniti
- Si tratta di una pausa armata, non di una pace
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2026-04-09 · 20:22
MED This Week · ISPI (EN)
From Threats to Truce: What Comes Next
Newsletter settimanale ISPI in inglese sul Mediterraneo. Analisi delle traiettorie medio-termine della guerra USA/Israele/Iran dopo il cessate il fuoco del 7 aprile. Chiave di lettura: tregua «nominale», perché:
- Missili e droni iraniani continuano a colpire obiettivi negli Stati del Golfo
- Iran colpisce le isole Lavan e Sirri
- Israele prosegue le operazioni contro Hezbollah in Libano
- Netanyahu nega esplicitamente che il Libano sia incluso nell'accordo
- L'Iran, in risposta, ripristina le restrizioni su Hormuz accusando Israele di violare la tregua
Dal punto di vista del mercato energetico: il greggio ha avuto un breve respiro, poi è tornato in tensione.
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2026-04-09 · 22:45
ISPI Daily Focus
Israele–Libano: bombe sulla tregua
Mentre il mondo tirava il fiato, Israele lancia l'operazione «Oscurità eterna»: pioggia di missili, oltre 250 morti in poche ore, infrastrutture libanesi rase al suolo. ISPI lo definisce «un colpo sferrato quasi a tradimento».
- Il governo Netanyahu dissente apertamente dal cessate il fuoco con l'Iran, definito da commentatori israeliani «la peggior disgrazia per lo Stato di Israele da decenni»
- L'apertura del fronte libanese è interpretata come un tentativo deliberato di far saltare i colloqui previsti a Islamabad
- Nuova dottrina di sicurezza israeliana (ex generale Assaf Orion): le comunità di confine non si proteggono dal confine stesso, «si individua la minaccia emergente e la si attacca preventivamente»
- Sullo sfondo: elezioni politiche israeliane di novembre. Bibi rigioca il ruolo di «unico a poter difendere Israele»
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2026-04-10
ISPI Daily Focus
USA: dalla tregua con l'Iran alla guerra MAGA
Svolta diplomatica e svolta politica interna USA nello stesso giorno.
Sul fronte estero: dopo ore di bombardamenti (oltre 300 morti totali in Libano), Netanyahu accetta parzialmente la tregua e apre a negoziati diretti con il Libano. I colloqui USA–Iran si aprono a Islamabad con JD Vance a rappresentare gli Stati Uniti.
Sul fronte interno USA: Trump attacca frontalmente i volti di punta del mondo MAGA — Tucker Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens — colpevoli di averlo criticato per la guerra con l'Iran. Li definisce «stupidi» e «guastafeste».
Tucker Carlson ha definito l'ultimatum di Trump «vile sotto ogni punto di vista» accusandolo di minacciare un crimine di guerra.
Candace Owens: «Forse è arrivato il momento di mettere il nonno in una casa di riposo».
Megyn Kelly: «La sua tattica negoziale consiste nell'uccidere un intero paese pieno di civili?»
Chiave ISPI: il movimento MAGA era nato come reazione alle «guerre infinite» e Trump, portando gli USA in un nuovo conflitto, ha tradito la sua stessa base isolazionista. «Un'umiliazione strategica con pochi precedenti recenti nella storia americana.»
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