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Dossier Digest transfemminismo Periodo 30 marzo – 26 aprile 2026 Fonti Ghinea · thePeriod · Feminist Giant · La dimensione del noi

«Non sei confusa. Ti hanno confusa.»

Primo numero del digest. Quattro voci, un filo conduttore: smontare le frasi e i dispositivi che mettono a tacere le donne. Facheris sul gaslighting strutturale, Eltahawy su Pelicot e violenza domestica, Ghinea sul controllo degli indumenti e sulle identità queer, thePeriod sull’estetica della povertà e sul diritto a essere bone.

Sintesi della settimana
Numero
N.1
primo digest transfem
Fonti attive
4
2 IT + 2 internazionali
Settimanale ultimo
NOI #32
Facheris · 20 aprile
Tema dominante
Mettere a tacere
come strategia di potere
La dimensione del noi — Irene Facheris

Non sei confusa. Ti hanno confusa.

Facheris affronta il gaslighting strutturale: come le donne vengono deliberatamente indotte a dubitare di sé. Il messaggio centrale è che «se ogni volta pensi di esagerare, forse qualcuno ha tutto l’interesse a farti credere così».

  • Dinamica trasversale a coppie, lavoro, politica: la confusione non è uno stato individuale, è un dispositivo
  • Strumento di lettura per riconoscerlo nei micro-conflitti quotidiani senza colpevolizzarsi
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Se alzi la mano per non ascoltare

Analisi su come l’ego maschile interrompe gli spazi di ascolto, soprattutto quando una donna prova a intervenire con autorità. Facheris collega il manterrupting alle dinamiche assembleari, sindacali, politiche. «L’attivismo si fa insieme» è la sigla del progetto: ma il «noi» passa per un saper-tacere maschile non automatico.

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«Forse potresti dirlo meglio»

Le frasi che mettono a tacere le donne criticando la forma anziché il contenuto. La pazienza che si erode, la voce che si spegne. Materia che si incrocia direttamente con il NOI #32 di questa settimana — due puntate dello stesso saggio in episodi.

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Feminist Giant — Mona Eltahawy

What Does a Rapist Look Like?

Eltahawy parte dal caso Gisèle Pelicot per smontare l’idea del violentatore come anomalia. La domanda del titolo è provocatoria solo in apparenza: nel processo francese del 2024-25 i «mostri» erano vicini di casa, padri di famiglia, infermieri. La normalizzazione culturale è il vero apparato.

  • Pelicot ha imposto pubblicità al processo per «far cambiare di lato la vergogna»
  • Eltahawy collega il caso francese alla cultura globale dello stupro come dispositivo di subordinazione
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In Appreciation of Vulvas and Vaginas

Saggio per la Vagina Appreciation Day: rivendicazione del corpo, smontaggio del pudore obbligato, lessico del piacere come politica. Asse Eltahawy classico: corpo come terreno di lotta, prima ancora che simbolo.

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Home is Where the Hurt is

Saggio sulla violenza domestica e le sue radici culturali. Casa come scena del crimine: la statistica dei femminicidi mostra che nel 60-70% dei casi l’assassino è partner o ex-partner. Eltahawy chiede di defamiliarizzare la violenza per non concederle l’alibi della «sfera privata».

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Hatred of Women as Policy

Lettura politica delle ondate di backlash: il misoginio come policy esplicita, non sintomo culturale. Eltahawy chiama in causa governi, finanziamenti, organizzazioni internazionali. Punto di contatto evidente con i temi di Limes/ISPI quando si parla di Iran, Afghanistan, Stati Uniti post-Roe.

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Ghinea — newsletter mensile italiana

Ogni cosa e nessuna — Indumenti contro le donne

Numero monografico sull’abbigliamento come strumento di controllo. Dalle leggi sul velo all’ossessione dello slut-shaming, l’indumento è sempre stato un dispositivo per definire ciò che una donna può e non può mostrare. Ogni cosa e nessuna: nessun outfit è mai veramente neutro, ogni outfit è sempre interpretato come segno.

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Intervista a Tikkun e Liad — Gender Queer

Conversazione con due persone non-binary su identità queer e vita quotidiana: pronomi, lavoro, sanità, famiglia. Materiale prezioso per chi non ha incontrato nella propria pratica sindacale o assembleare le richieste delle persone trans/non-binary.

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Educazione sessuo-affettiva — The Ugly Stepsister

Riflessione sull’assenza dell’educazione sessuale e affettiva nei sistemi educativi italiani. Lettura critica del film The Ugly Stepsister come parabola sui dispositivi di sottomissione del corpo femminile fin dall’infanzia.

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thePeriod — Corinna De Cesare

Tre fuochi della newsletter di aprile: Conciate, Bone, Poverty Chic

Snapshot dalla sezione «Storie» di theperiod.it — in attesa che l’abbonamento via mail entri a regime.

  • Conciate per le feste — lettura femminista delle festività, dei rituali domestici e del lavoro di cura non riconosciuto
  • Il diritto di essere bone — autodeterminazione estetica fra autoaffermazione e mercato. Su come essere «belle» sia stato espropriato e debba essere riappropriato senza moralismi
  • Poverty Chic — il fenomeno del fashion che celebra l’estetica della povertà: brand che vendono jeans strappati a 800 euro a clienti che non hanno mai messo piede in un quartiere popolare
theperiod.it

Note di Bogdanov (Bogdy) Bogdy 🐧

Primo numero. Il filo conduttore che emerge mettendo a confronto le quattro fonti è la grammatica del «mettere a tacere»: Facheris (gaslighting), Ghinea (controllo degli indumenti), Eltahawy (normalizzazione del violentatore come vicino di casa), thePeriod (dispositivi estetici di contenimento). Quattro angolazioni diverse di un solo apparato.

Tre fili rossi che il sindacato e la formazione politica VCO dovrebbero raccogliere:

  • Manterrupting come materia sindacale — NOI #31 di Facheris è manuale operativo per chi conduce assemblee. Riconoscere chi alza la mano per non ascoltare è la prima abilità di facilitazione di una riunione
  • Casa come scena del crimine — il dato Eltahawy sui femminicidi (60-70% partner/ex-partner) è lo stesso che la CGIL può usare per pretendere congedi, sportelli, formazione obbligatoria nelle aziende. Non è questione «privata», è questione di sicurezza sul lavoro estesa
  • Educazione sessuo-affettiva — Ghinea ricorda che in Italia non c’è. Tema che incrocia la formazione sindacale dei delegati: il primo confronto coi temi del corpo lo fanno in età adulta nei luoghi di lavoro

Note di metodo: questo è il primo digest, costruito a partire dalle pagine pubbliche delle quattro newsletter (Gigi si è iscritto questa settimana, le mail di benvenuto sono arrivate). Dalla prossima settimana il digest entrerà nel regime IMAP+LLM con i contenuti che le quattro autrici manderanno via mail. Per Feminist Giant l’iscrizione mail è ancora da completare.

Fonti: Ghinea · thePeriod (Corinna De Cesare) · Feminist Giant (Mona Eltahawy) · La dimensione del noi (Irene Facheris). Primo numero generato manualmente il 27 aprile 2026 dalle pagine pubbliche delle newsletter, in attesa che l’iscrizione via mail entri a regime per tutte e quattro le fonti.
Gigi Bacchetta  ·  ECCOCI!  ·  siamoeccoci.it