Le notizie della settimana
2026-11-01
Rassegna Stanca
GUIDA PRATICA: Cosa fare quando i social e i giornali non tutelano i privati cittadini e non rispettano codici etici e regolamenti
Carlotta Vagnoli affronta la crescente consapevolezza pubblica riguardo al linguaggio violento dei media e ai limiti delle piattaforme social nella tutela degli utenti. Vengono citati casi recenti di violazione della privacy e della deontologia giornalistica, come la diffusione di dati sensibili di minori e la strumentalizzazione politica di immagini. L'autrice fornisce strumenti pratici per i cittadini per difendersi da cattivo giornalismo e violazioni della privacy.
- Crescente consapevolezza del pubblico riguardo al linguaggio violento dei media e alla mancanza di tutela da parte delle piattaforme social.
- Casi recenti includono la diffusione di dati sensibili di Youssef Siher e di un bambino di 11 anni, oltre a un reel di Salvini che espone giovanissime.
- Il giornalismo spesso adotta metodi sensazionalistici per i casi di violenza maschile contro le donne, contribuendo a rafforzare bias pericolosi.
- Vengono forniti strumenti per agire contro contenuti lesivi: richiesta di revisione delle decisioni social, segnalazioni mirate e di gruppo, e reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali.
- La guida sottolinea l'importanza di raccogliere prove (URL, screenshot) e identificare chiaramente il soggetto segnalato per le azioni legali.
Leggi la fonte
2026-11-01
Sibilla
La fiducia come questione etica femminista e la sua esclusione dalla filosofia tradizionale
Jennifer Guerra esplora la riflessione di Annette Baier sulla fiducia come concetto etico fondamentale, storicamente ignorato dalla filosofia moderna. Baier sostiene che l'etica tradizionale, formulata da un "club per gentiluomini", si focalizzava su relazioni tra uomini facoltosi ed estranei, escludendo la fiducia associata agli affetti e al "femminile". L'autrice collega questa esclusione alla diffidenza sistemica verso le istituzioni, osservabile anche nel complottismo contemporaneo.
- La filosofa Annette Baier si chiede perché la fiducia non sia stata centrale nella riflessione etica, nonostante sia fondamentale per le relazioni umane.
- L'etica moderna, secondo Baier, è stata concepita da "omosessuali, chierici, misogini e scapoli puritani" per regolare rapporti tra uomini facoltosi, escludendo il "femminile" e la fiducia.
- La fiducia, associata agli spazi ristretti e agli affetti, è stata simbolicamente espulsa da un sistema filosofico che tendeva a diffidare delle donne.
- L'autrice suggerisce un parallelo tra questo rifiuto della fiducia e la propensione alla diffidenza verso le istituzioni, come nel caso del complottismo.
- La riflessione evidenzia come la negazione della fiducia possa essere un tratto tipico di una postura destrosa, populista e machista.
Leggi la fonte
2026-10-31
Ghinea
La rappresentazione della violenza sessuale e della vendetta femminile in "American Horror Story: Coven"
L'articolo di Sara Giudice analizza la terza stagione di American Horror Story, "Coven", soffermandosi sulla rappresentazione della violenza sessuale e della successiva vendetta. Viene esaminata la scena dello stupro di gruppo di Madison Montgomery, dove la violenza è evocata implicitamente attraverso suoni, luci e movimenti di camera, riflettendo lo stato confusionale della vittima. La vendetta di Madison, che ribalta l'autobus dei suoi aggressori, è presentata come una riappropriazione spettacolare del potere.
- "American Horror Story: Coven" affronta il tema della violenza sessuale e della vendetta femminile.
- La scena dello stupro di gruppo di Madison Montgomery è rappresentata in modo implicito, utilizzando suoni minimalistici, luci moderate e inquadrature sfocate per evocare lo stato confusionale della vittima.
- La violenza esplicita cede il passo a soluzioni visive che alludono all'orrore, affidando gran parte dell'impatto alla composizione e all'atmosfera.
- La vendetta di Madison, che usa la telecinesi per ribaltare il veicolo dei suoi aggressori, è una reazione rapida e spettacolare allo stupro.
- La trasformazione di Zoe, che sviluppa una "vagina letale" e uccide l'istigatore dello stupro, esplora il tema della rabbia e dell'accettazione dei poteri femminili come risposta alla violenza.
Leggi la fonte
2026-10-30
Feminist Giant
La libertà dell'irrilevanza: riflessioni sull'invecchiamento e l'arroganza femminile
Mona Eltahawy esplora la paura dell'irrilevanza che affligge le donne che invecchiano, contrapponendola al concetto di "invisibilità" spesso imputato dal patriarcato. L'autrice celebra la propria arroganza come una bussola che la mantiene fedele a sé stessa, rifiutando l'idea di dover piacere a "tutti". La riflessione tocca il passaggio dalla critica di essere "banale" a quella di essere "polarizzante" come segno di una voce femminile sviluppata e potente.
- Mona Eltahawy affronta la paura dell'irrilevanza che può colpire le donne che invecchiano, distinguendola dall'invisibilità.
- L'autrice rivendica la propria "arroganza" come uno strumento per mantenere la propria integrità e direzione.
- La riflessione critica la pressione sulle donne a essere "per tutti" e a piacere universalmente, sottolineando il valore della libertà di non essere graditi.
- Eltahawy vede il passaggio dalla critica di essere "banale" a quella di essere "polarizzante" come una progressione positiva nello sviluppo della propria voce.
- L'articolo è un'affermazione dell'autodeterminazione e del rifiuto delle aspettative patriarcali sull'invecchiamento femminile e sulla scrittura.
Leggi la fonte
2026-10-30
thePeriod
L'intelligenza artificiale e la riproduzione delle discriminazioni: verso un'IA antirazzista e femminista?
Marta Facchini analizza come l'intelligenza artificiale, apparentemente neutrale, possa riprodurre e amplificare le disuguaglianze sociali, in particolare quelle razziali. Viene citato il caso dell'algoritmo COMPAS, che nei tribunali statunitensi classificava le persone nere con un rischio di recidiva più alto. L'articolo solleva la questione di chi decida le norme e le visioni del mondo incorporate nelle macchine, interrogandosi sull'esistenza di una proposta femminista all'AI.
- L'intelligenza artificiale non è neutrale e può riprodurre le disuguaglianze razziali e sociali.
- L'algoritmo COMPAS, usato nei tribunali USA, classificava le persone nere con un rischio di recidiva più alto, riflettendo bias sistemici.
- I punteggi numerici attribuiti dall'AI possono tradurre disuguaglianze esistenti in valutazioni apparentemente oggettive, influenzando decisioni concrete.
- La questione centrale è chi decide quali conoscenze e visioni del mondo diventano la norma per le macchine.
- L'articolo pone l'interrogativo sulla possibilità di sviluppare un'intelligenza artificiale antirazzista e femminista.
Leggi la fonte
2026-10-27
Inutili Ribelli
La repressione della critica politica e la manipolazione mediatica: il caso Youssef Siher
Valeria Fonte analizza il fermo di Youssef Siher, giornalista e ricercatore, accusato di terrorismo per frasi metaforiche pubblicate su Instagram. L'autrice critica aspramente la stampa per aver "plagiato, asservito e corrotto" il sistema, e il sistema giudiziario per l'interpretazione arbitraria del confine tra critica politica e condotta penalmente rilevante. Viene evidenziato come le parole, anche se metaforiche, possano essere usate come "arma terroristica" in assenza di prove concrete.
- Il giornalista Youssef Siher è stato fermato e indagato per terrorismo a causa di frasi metaforiche sui social media.
- L'autrice denuncia la stampa per essere un "sintomo malato di un sistema che l’ha plagiata, asservita, corrotta" e per la sua complicità nella narrazione repressiva.
- Viene criticata l'arbitrarietà nell'interpretazione di espressioni come "dichiarare guerra" come istigazione a delinquere o terrorismo, ignorando il contesto metaforico.
- L'assenza di prove concrete di atti terroristici rende le parole stesse l'unica "arma terroristica" percepita dal sistema.
- La repressione della critica politica solleva interrogativi sulla natura della democrazia in Italia, suggerendo che sia "imperfetta" o "alle porte del collasso".
Leggi la fonte
2026-10-26
Sibilla
Victoria's Secret: dal boudoir maschile all'immaginario di bellezza patriarcale
Jennifer Guerra ripercorre la storia di Victoria's Secret, fondato da Roy Raymond per creare un ambiente confortevole per gli uomini che acquistavano lingerie per le loro partner, lontano dal disagio dei grandi magazzini. L'articolo analizza come il brand abbia costruito un immaginario codificato di "sexy" attraverso modelle magrissime e push-up, con gli "Angeli" e il Fantasy Bra. Viene evidenziato come, nonostante le critiche post-#MeToo e un temporaneo annullamento della sfilata, il brand sia tornato alle sue formule tradizionali, perpetuando un'immagine di bellezza patriarcale.
- Victoria's Secret fu fondato per creare un'esperienza di acquisto di lingerie più confortevole per gli uomini.
- Il brand ha costruito un immaginario di "sexy" basato su modelle magrissime, push-up e l'iconografia degli "Angeli".
- Dopo il movimento #MeToo, il brand ha affrontato critiche e ha temporaneamente annullato la sua sfilata annuale.
- Nonostante le vicissitudini, Victoria's Secret è tornato alle sue formule tradizionali, riproponendo sfilate con modelle magre e il Fantasy Bra.
- La scelta di far indossare il Fantasy Bra all'influencer Kylie Jenner ha generato ulteriori polemiche, evidenziando la persistenza di un modello di bellezza patriarcale.
Leggi la fonte