ECCOCI! · Corso di formazione · a cura di Gigi Bacchetta
Il conto ereditato: finanza pubblica spiegata a chi la pagherà
Dodici lezioni per capire i conti pubblici dalla parte di chi comincia a lavorare. Perché da trent'anni lo Stato incassa più di quanto spende per noi e la differenza se ne va in interessi su un debito ereditato; come si legge il bilancio pubblico; il diritto tributario e chi paga davvero le tasse; dove va la spesa; la meccanica di deficit, debito e interessi; la storia della politica economica italiana dal dopoguerra a oggi; Keynes contro Hayek; l'Europa senza tifo. Ogni dato con la sua fonte verificabile.
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Perché questo corso
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Lezione 1disponibile
Il conto ereditato: perché da trent'anni lo Stato incassa più di quanto spende per noi, e la differenza se ne va in interessi
Il bilancio pubblico
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Lezione 2disponibile
Come si legge il bilancio pubblico: entrate e uscite, parte corrente e in conto capitale, i saldi, chi decide e quando
Le entrate
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Lezione 3disponibile
Diritto tributario per chi comincia: imposte, tasse e contributi; riserva di legge, capacità contributiva, progressività; come nasce e come si riscuote un tributo
▶4
Lezione 4disponibile
Le imposte vere: IRPEF, IVA, IRES e IRAP, rendite e cedolari, flat tax, successione, evasione. Chi paga davvero
Le uscite
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Lezione 5disponibile
Dove vanno i nostri soldi: le uscite per funzione e per natura, il confronto con l'Europa, la spesa che costruisce futuro e quella che lo consuma
Ripasso di metà
▶6
Lezione 6disponibile
Ripasso lezioni 1-5 + quiz cumulativo + esercizio: leggere da soli il conto delle amministrazioni pubbliche
La meccanica del debito
▶7
Lezione 7disponibile
Deficit, debito, interessi: la palla di neve, tassi contro crescita, politiche del numeratore e del denominatore
La storia
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Lezione 8disponibile
Dal dopoguerra al 1991: ricostruzione, miracolo, anni Settanta, divorzio Tesoro-Banca d'Italia, l'esplosione del debito
▶9
Lezione 9disponibile
Dal 1992 a oggi: Maastricht, euro, crisi del 2008 e dello spread, pareggio di bilancio, QE, Covid, PNRR, nuovo Patto e procedura UE
Le idee
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Lezione 10disponibile
Keynes contro Hayek (e Friedman): due idee di Stato e di società, austerità e moltiplicatori
L'Europa
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Lezione 11disponibile
L'Europa, senza tifo: trattati, BCE e mandato, regole di bilancio, NextGenerationEU
Ripasso finale
▶12
Lezione 12disponibile
Ripasso generale + caso pratico: fai tu la manovra. Cosa dire e cosa NON dire
Audio, verifiche e segnalazioni
Le lezioni in audio e video sono narrate da voci sintetiche generate con l'intelligenza artificiale (NotebookLM). Ogni tanto possono sbagliare una pronuncia o semplificare troppo: le dispense scritte restano il riferimento, e in fondo a ognuna trovi l'elenco delle fonti usate (leggi su Normattiva, ISTAT, Eurostat, Ministero dell'economia, Osservatorio Conti Pubblici Italiani, trattati europei e altri).
Segnalazioni sostanziali (12) — apri l'elenco
- Lezione 3 — la detrazione del 19% non vale «per chiunque, indipendentemente dal reddito»: vale per intero per le spese sanitarie, mentre per molte altre spese si riduce sopra i 120.000 euro di reddito e si azzera a 240.000 (art. 15, c. 3-bis TUIR); e chi ha un'imposta troppo bassa per assorbirla (incapiente) non la recupera.
- Lezione 3 — l'irretroattività delle norme tributarie è una regola dello Statuto del contribuente (L. 212/2000, art. 3), che è una legge ordinaria: non è un divieto scritto in Costituzione, e la Corte costituzionale valuta caso per caso la ragionevolezza.
- Lezione 3 — la riserva di legge dell'art. 23 è relativa: la legge deve fissare gli elementi essenziali del tributo, ma può lasciare a fonti secondarie la definizione dei dettagli.
- Lezione 4 — «se c'è la ritenuta alla fonte non c'è evasione» va letto come «l'evasione è minima»: per l'IRPEF dei dipendenti la stima del Ministero dell'economia è dell'1,5-2,1%, non zero.
- Lezione 5 — il 2,1% del PIL di investimenti pubblici nel 2018 è il minimo del periodo 2009-2025 riportato in dispensa, non necessariamente un «minimo storico»; e la risalita al 3,8% è dovuta in gran parte, non «quasi interamente», al PNRR.
- Lezione 6 — nell'esercizio, 17,4 miliardi non sono «spesa per interessi»: sono il saldo primario 2025. Gli interessi (87,1 miliardi) si ottengono sommando saldo primario e deficit (17,4 + 69,7). E i bonus edilizi pesano oggi sul debito, non sul deficit: la spesa è già stata contabilizzata nei deficit 2020-2023.
- Lezione 7 — lo studio di Blanchard e Leigh (FMI, 2013) indica moltiplicatori tra 0,9 e 1,7 contro lo 0,5 delle previsioni: «1 euro tagliato, fino a 2 euro di PIL perso» va oltre quei valori. Il 2,2% di crescita ricalcolato da Herndon, Ash e Pollin deriva da tre correzioni (celle escluse nel foglio Excel, anni esclusi, metodo di media), non dal solo errore di Excel. E Carmen Reinhart è arrivata a Harvard nel 2012, dopo la pubblicazione dello studio.
- Lezione 8 — la lettura di Giampaolo Galli sul divorzio Tesoro-Banca d'Italia è resa con più enfasi di quella che usa lui: Galli parla di una «piccola riforma, largamente incompiuta» e indica come vero problema una politica di bilancio che non si adeguò alla fine della tassa da inflazione.
- Lezione 9 — negli anni Novanta l'Italia non ha mai chiesto un programma al Fondo monetario internazionale: il «commissariamento» era un timore, non un fatto, e il motore delle riforme fu l'ingresso nell'euro. E «senza l'euro nel 2011 default incontrollato» è un'ipotesi, non un dato.
- Lezione 10 — la Modern Monetary Theory parla di Stati che emettono la propria moneta: non si applica pienamente ai Paesi dell'euro, Italia compresa.
- Lezione 11 — la sentenza della Corte di giustizia dell'11 novembre 2025 (causa C-19/23) conferma la direttiva sui salari minimi ma ne annulla due disposizioni, perché toccano direttamente la determinazione dei salari, che non è competenza dell'Unione. Per i surplus commerciali una procedura esiste (soglia del +6% del PIL) e la Germania è stata esaminata più volte: la critica corretta è che l'aggiustamento è ricaduto soprattutto sui Paesi in deficit.
- Lezione 12 — rendite e successione superano tutti i filtri come «leve solidissime», ma hanno due limiti: i capitali mobili possono spostarsi all'estero (art. 63 TFUE), quindi serve un coordinamento europeo, e oggi il gettito è molto basso (circa 3 miliardi tutte le imposte in conto capitale). La lotta all'evasione è scartata come copertura immediata perché il gettito è incerto e lento, ma resta la leva più equa.
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